CREDITI D’IMPOSTA PER ADEGUAMENTO AMBIENTI DI LAVORO, SANIFICAZIONE E ACQUISTO DISPOSITIVI DI PROTEZIONE

Il decreto legge 19 maggio 2020, n. 34 in corso di conversione (di seguito, “decreto Rilancio”) ha introdotto misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Con gli articoli 120 e 125 del menzionato decreto Rilancio, sono stati introdotti, rispettivamente, i seguenti crediti d’imposta:

  1. per gli interventi e gli investimenti necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19 [articolo 120 del decreto Rilancio, di seguito, “credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro“];
  2. per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti [articolo 125 del decreto Rilancio, di seguito “Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione“].

I soggetti aventi i requisiti per accedere ai crediti d’imposta dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate l’ammontare delle spese ammissibili sostenute dal 01.01.2020 fino al mese precedente alla data di sottoscrizione della comunicazione e l’importo che prevedono di sostenere successivamente, fino al 31 dicembre 2020

A questo proposito, con Provvedimento del 10.07.2020 n. 259854, l’Agenzia delle Entrate ha pubblicato il Modello con le relative istruzioni per fruire dei crediti d’imposta di cui sopra. Tale modello dovrà essere presentato all’Agenzia delle entrate, in via telematica, direttamente dal beneficiario o tramite un intermediario mediante i canali telematici dell’Agenzia delle entrate, nel rispetto dei requisiti definiti dalle specifiche tecniche ovvero tramite servizio web, disponibile nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle entrate. A seguito della presentazione della comunicazione è rilasciata, al massimo entro 5 giorni, una ricevuta che ne attesta la presa in carico, ovvero lo scarto, con l’indicazione delle relative motivazioni.

La comunicazione tramite modello può essere inviata a partire dal prossimo 20 luglio 2020, ma con termini diversi a seconda della tipologia di agevolazione.

1   Credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro [articolo 120]

Il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è riconosciuto a favore di un’ampia platea di soggetti [tipicamente gli operatori con attività aperte al pubblico], a fronte delle spese sostenute per gli interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del virus.

1.1 Ambito soggettivo di applicazione

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, ai sensi del comma 1 dell’articolo 120, è riconosciuto «ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’allegato 1, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore».
Si precisa che il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è previsto in riferimento alle spese necessarie alla riapertura in sicurezza delle attività e che la platea dei soggetti possibili beneficiari è costituita dagli operatori con attività aperte al pubblico, tipicamente bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema.

In particolare, deve trattarsi di:

  1. attività di impresa, arte o professione esercitata in luogo aperto al pubblico [ovvero in luogo al quale il pubblico possa liberamente accedere, senza limite o nei limiti della capienza, ma solo in certi momenti o alle condizioni poste da chi esercita un diritto sul luogo] ricompresa nell’elenco di cui all’allegato 1 [vedi tabella sotto];
  2. associazioni, fondazioni e altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore.

Non essendo prevista alcuna distinzione tra le attività in funzione del regime fiscale adottato, devono ritenersi inclusi nell’ambito soggettivo:

  1. i soggetti in regime forfetario di cui all’articolo 1, commi 54 e seguenti della legge n. 190 del 23 dicembre 2014;
  2. i soggetti in regime di vantaggio di cui all’articolo 27, commi 1 e 2 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011;
  3. gli imprenditori e le imprese agricole, sia che determinino per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.

I soggetti appena menzionati devono svolgere effettivamente una delle attività ammissibili, le quali sono individuate nell’Allegato 1 sulla base della relativa classificazione ATECO 2007, come da tabella di seguito riportata.

codice
ATECO
2007
Denominazione codice
ATECO
2007
Denominazione
551000 Alberghi 591400 attività di proiezione cinematografica
552010 villaggi turistici 791100 attività delle agenzie di viaggio
552020 ostelli della gioventù 791200 attività dei tour operator
552030 rifugi di montagna 799011 servizi di biglietteria per eventi teatrali, sportivi ed altri eventi ricreativi e d’intrattenimento
552040 colonie marine e montane 799019 altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica non svolte dalle agenzie di viaggio NCA
552051 affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, B&B, residence 799020 attività di guide e degli accompagnatori turistici
552052 attività di alloggio connesse alle aziende agricole 823000 organizzazione di convegni e fiere
553000 aree di campeggio e aree attrezzate per camper e roulotte 900101 attività nel campo della recitazione
559010 gestione di vagoni letto 900109 altre rappresentazioni artistiche
559020 alloggi per studenti e lavoratori con servizi accessori di tipo alberghiero 900201 noleggio con operatore di strutture ed attrezzature per manifestazioni e spettacoli
561011 ristorazione con somministrazione 900202 attività nel campo della regia
561012 attività di ristorazione connesse alle aziende agricole 900209 altre attività di supporto alle rappresentazioni artistiche
561020 ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto 900400 gestione di teatri, sale da concerto e altre strutture artistiche
561030 gelaterie e pasticcerie 910100 attività di biblioteche ed archivi
561041 gelaterie e pasticcerie ambulanti 910200 attività di musei
561042 ristorazione ambulante 910300 gestione di luoghi e monumenti storici e attrazioni simili
561050 ristorazione su treni e navi 910400 attività degli orti botanici, dei giardini zoologici e delle riserve naturali
562100 catering per eventi, banqueting 932100 parchi di divertimento e parchi tematici
562910 Mense 932920 gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali
562920 catering continuativo su base contrattuale 960420 stabilimenti termali
563000 bar e altri esercizi simili senza cucina
1.2 Ambito oggettivo di applicazione

Le spese in relazione alle quali spetta il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro sono suddivise in due gruppi, ossia quello degli interventi agevolabili e quello degli investimenti agevolabili:

  1. gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-Co V-2, tra cui rientrano espressamente:
  2. quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza. Sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica;
  3. gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza [cosiddetti “arredi di sicurezza”].
  4. gli investimenti agevolabili sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui sono ricompresi quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura [c.d. termoscanner] dei dipendenti e degli utenti. Ad esempio, rientrano nell’agevolazione i programmi software, i sistemi di videoconferenza, quelli per la sicurezza della connessione, nonché gli investimenti necessari per consentire lo svolgimento dell’attività lavorativa in smart working.

Nel rispetto della ratio legis, inoltre, è necessario che le tipologie di interventi agevolabili di cui al punto 1 siano stati prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.

1.3 Modalità e termini di utilizzo

L’ammontare del credito d’imposta in discussione corrisponde al 60 per cento delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro [il credito massimo spettante sarà quindi pari ad Euro 48.000].

Poiché, inoltre, la disposizione fa riferimento alle spese sostenute nel 2020, si ritiene che l’agevolazione spetti anche nel caso in cui il sostenimento sia avvenuto, nel corso dell’anno, prima del 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del decreto legge n. 34.

Considerato che nel comma 1 della norma in esame viene utilizzata la locuzione «spese sostenute nel 2020», ai fini dell’imputazione delle spese stesse occorre fare riferimento:

  • per gli esercenti arti e professioni e per gli enti non commerciali (nonché per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata), al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi e degli investimenti cui i pagamenti si riferiscono. Ad esempio, un intervento ammissibile iniziato a giugno 2020, con pagamenti effettuati sia nel 2020 che nel 2021, consentirà la fruizione del credito d’imposta solo con riferimento ai pagamenti effettuati nel 2020;
  • per le imprese individuali, per le società, per gli enti commerciali e per gli enti non commerciali in regime di contabilità ordinaria, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Il calcolo del credito spettante andrà effettuato sulla spesa agevolabile al netto dell’Iva [i.e. sull’imponibile], laddove dovuta [ad esclusione dei soggetti con Iva indetraibile].

1.4 Opzioni di utilizzo del credito d’imposta

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile:

  • esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24); o, in alternativa
  • entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

In proposito, si precisa che sia l’utilizzo del credito in compensazione tramite modello F24, sia la cessione a soggetti terzi possono avvenire solo successivamente al sostenimento delle spese agevolabili. La norma, inoltre, prevede che il credito potrà essere utilizzato in compensazione da parte del beneficiario ovvero da parte dei cessionari dello stesso solo a decorrere dal 1° gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021; pertanto, eventuali crediti residui al 31 dicembre 2021 non potranno essere utilizzati negli anni successivi, né ulteriormente ceduti oppure richiesti a rimborso.

Al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con successiva risoluzione sarà istituito un apposito codice tributo e saranno impartite le istruzioni per la compilazione del modello F24.

A tal riguardo, non si applicano i limiti alle compensazioni stabiliti dall’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 [crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi], e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 [crediti compensati mediante modello F24].

Il credito spettante e i corrispondenti utilizzi andranno indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, specificando sia la quota compensata tramite modello F24 sia la quota ceduta.

1.5 Termini presentazione modello Agenzia delle Entrate

La comunicazione delle spese ammissibili per usufruire del credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro può essere effettuata a partire dal 20 luglio 2020 fino al 30 novembre 2021.

Come si legge nelle motivazioni al provvedimento n. 259854/2020, oltre a rendere coerente la scadenza di presentazione della comunicazione con il termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui dovrà essere indicato il credito fruibile, i beneficiari avranno a disposizione un termine più ampio per effettuare la comunicazione propedeutica all’utilizzo del credito, fermo restando che la fruizione dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2021.

Anche in tal caso nel modello di comunicazione dovrà essere indicato l’ammontare delle spese già sostenute dal 1° gennaio 2020 o che si prevede di sostenere fino al 31 dicembre 2020, per un importo complessivo comunque non superiore a 80.000 euro, nonché il relativo credito d’imposta pari al 60% di tali spese.

2  Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione [articolo 125]

L’articolo 125 del decreto Rilancio, al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione dell’epidemia, prevede l’assegnazione di un credito d’imposta in favore di taluni soggetti beneficiari, nella misura del 60 per cento delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

L’articolo in commento sostituisce il credito d’imposta già previsto dall’articolo 64 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e dall’articolo 30 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

In particolare, l’articolo 125 del decreto Rilancio:

  • abroga, al comma 5, le sopracitate disposizioni normative in argomento [l’articolo 64 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, e l’articolo 30 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23] e, al contempo,
  • estende la platea dei soggetti beneficiari [agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti],
  • estende le spese agevolabili [includendo dispositivi e strumenti quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, comprese le relative eventuali spese di installazione],
  • aumenta la misura del beneficio individuale [il credito d’imposta passa infatti dal 50 per cento al 60 per cento e il limite massimo fruibile da 20.000 euro a 60.000 euro].
2.1 Ambito soggettivo di applicazione

Il comma 1 dell’articolo 125 stabilisce che la disposizione in esame trova applicazione nei riguardi di «soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, […] enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti».

L’ambito soggettivo, pertanto, è circoscritto ai seguenti soggetti:

  1. imprenditori individuali e società in nome collettivo e in accomandita semplice che producono reddito d’impresa indipendentemente dal regime contabile adottato;
  2. enti e società indicati nell’articolo 73, comma 1, lettere a) e b), del TUIR;
  3. stabili organizzazioni di soggetti non residenti di cui alla lettera d), del comma 1, dell’articolo 73 del TUIR;
  4. persone fisiche e associazioni di cui all’articolo 5, comma 3, lettera c), del TUIR che esercitano arti e professioni, producendo reddito di lavoro autonomo ai sensi dell’articolo 53 del TUIR.
  5. enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore;
  6. enti religiosi civilmente riconosciuti.

La norma non prevede alcuna distinzione in ordine al regime fiscale adottabile dai soggetti beneficiari, pertanto rientrano nell’ambito soggettivo:

  1. i soggetti in regime forfetario di cui all’articolo 1, commi 54 e seguenti della legge n. 190 del 2014;
  2. i soggetti in regime di vantaggio di cui all’articolo 27, commi 1 e 2 del decreto legge n. 98 del 6 luglio 2011;
  3. gli imprenditori e le imprese agricole, sia quelle che determinano per regime naturale il reddito su base catastale, sia quelle che producono reddito d’impresa.
2.2 Ambito oggettivo di applicazione

Il comma 1 dell’articolo 125 prevede che il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetti in relazione alle «spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti».

In particolare, è possibile individuare due categorie di spese:

  1. Spese sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale o per la sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività:

Con riferimento alle attività di “sanificazione”, in considerazione della ratio legis del credito d’imposta, deve trattarsi di attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus che ha determinato l’emergenza epidemiologica COVID-19. Tale condizione risulta soddisfatta qualora sia presente apposita certificazione redatta da operatori professionisti sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti.

Sempre con riferimento a questa tipologia di spese per la sanificazione oggetto di agevolazione, le stesse possono riguardare anche strumenti già in dotazione del soggetto beneficiario. L’agevolazione in commento, infatti, riguarda la sanificazione degli strumenti stessi [nuovi o già in uso], non il loro acquisto.

Per talune attività, le spese di sanificazione, in quanto costituenti spese ordinarie in relazione alla natura dell’attività esercitata [come, per esempio, nel caso di studi odontoiatrici, centri estetici, etc.] possono essere già previste, a prescindere dall’emergenza epidemiologica da Covid-19. Anche in tal caso, purché si tratti di spese sostenute dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020, le stesse rilevano ai fini della determinazione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione.

  1. Spese sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti, in particolare:

  • dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • prodotti detergenti e disinfettanti;
  • dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, ivi incluse le eventuali spese di installazione;
  • dispostivi atti a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, ivi incluse le eventuali spese di installazione.

Con la Circolare del 13 aprile 2020, n. 9/E è stato già fornito un primo chiarimento per cui i dispositivi individuali agevolati sono rappresentati da mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione, occhiali protettivi, tute di protezione, calzari. Inoltre, per quanto concerne i dispositivi di protezione individuale, per i quali la norma richiede la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, si ritiene che solo in presenza di tale documentazione le relative spese sono considerate ammissibili ai fini del credito d’imposta.

Ai fini delle attività di controllo, pertanto, sarà necessario che i fruitori conservino la documentazione attestante la conformità alla normativa europea.

2.3 Modalità e termini di utilizzo

In considerazione del tenore letterale della disposizione normativa qui in esame, l’ammontare cui parametrare il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione è rappresentato dalle spese oggetto dell’agevolazione qualora sostenute nell’anno solare 2020 [dal 1° gennaio 2020 al 31 dicembre 2020] dai soggetti beneficiari sopra individuati.

La norma dispone che tale credito d’imposta non può superare la misura di 60.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

Il limite massimo [60.000 per beneficiario] è riferito all’importo del credito d’imposta e non a quello delle spese ammissibili. Ne deriva che l’ammontare complessivo delle spese agevolabili non può eccedere 100.000 euro

Poiché, inoltre, la disposizione fa riferimento alle spese sostenute nel 2020, l’agevolazione spetta nel caso in cui il sostenimento sia avvenuto nel corso dell’anno e, quindi, anche antecedentemente alla data del 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del decreto legge n. 34 istitutivo del credito d’imposta.

Considerato che nel comma 1 viene utilizzata la locuzione «spese sostenute nel 2020», ai fini dell’imputazione delle spese stesse occorre fare riferimento [così come per il credito di cui all’art 120]:

  • per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e per gli enti non commerciali [nonché per le imprese individuali e le società di persone in regime di contabilità semplificata], al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi e degli investimenti cui i pagamenti si riferiscono;
  • per le imprese individuali, per le società, per gli enti commerciali e per gli enti non commerciali in regime di contabilità ordinaria, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Con riferimento agli acquisti agevolabili individuati dalla norma, si precisa che, ai fini della maturazione del credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione e del successivo utilizzo, il beneficiario deve essere in possesso del documento certificativo.

Il calcolo del credito spettante andrà effettuato sulla spesa agevolabile al netto dell’Iva [i.e. sull’imponibile], ad esclusione dei soggetti con Iva indetraibile.

2.4 Opzioni di utilizzo dei crediti d’imposta

Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione è utilizzabile successivamente al sostenimento delle spese agevolabili:

  • in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del DL 9 luglio 1997, n. 241 [modello F24];
  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; o, in alternativa
  • entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Al fine di consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta di cui trattasi, tramite modello F24 da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con successiva risoluzione sarà istituito un apposito codice tributo e saranno impartite le istruzioni per la compilazione del modello F24.

In relazione all’utilizzo del credito in dichiarazione dei redditi, occorre fare riferimento alla dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui la spesa per la sanificazione degli ambienti di lavoro e per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale è stata sostenuta.

Il credito spettante e i corrispondenti utilizzi andranno indicati nel quadro RU della dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel quale la spesa si considera sostenuta, specificando sia la quota utilizzata in dichiarazione, sia la quota compensata tramite modello F24 sia la quota ceduta.

L’eventuale credito residuo potrà essere riportato nei periodi d’imposta successivi, ma, in assenza di una espressa indicazione nell’articolo 125 del decreto Rilancio, non potrà essere richiesto a rimborso.

NB: Cessione del credito d’imposta di cui all’art. 125 del Decreto Rilancio

Si rammenta che, come espressamente menzionato nel comma 1 e nel comma 2, lettera d), dell’articolo 122 del decreto Rilancio, il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione può essere ceduto e la cessione è esercitabile «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2021».

2.5 Termini presentazione modello Agenzia delle Entrate

La comunicazione delle spese ammissibili al credito d’imposta per la sanificazione, secondo il citato provvedimento, va effettuata dal 20 luglio al 7 settembre 2020.

Ai fini del rispetto del limite di spesa di 200 milioni di euro, l’ammontare massimo del credito d’imposta effettivamente fruibile è però pari al credito d’imposta richiesto moltiplicato per la percentuale che sarà resa nota con provvedimento dell’Agenzia, che dovrà essere emanato entro l’11 settembre 2020.

Tale percentuale, secondo il provvedimento, è ottenuta rapportando il limite complessivo di spesa all’ammontare complessivo dei crediti d’imposta richiesti. Nel caso in cui l’ammontare complessivo del credito d’imposta richiesti risulti inferiore al limite di spesa, la percentuale sarà pari al 100%.

3 Rilevanza fiscale del credito d’imposta

Il comma 3 dell’articolo 125 in commento dispone altresì che il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive.

ATTENZIONE!

 Chiediamo cortesemente a tutti i Clienti interessati ad usufruire di tali crediti di rivolgersi quanto prima allo Studio in modo tale da valutare per tempo il proprio caso specifico e dar corso alla pratica in oggetto.

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti

Studio Lumini & Associati

 

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