STRETTA PENALE CONTRO LE FATTURE FALSE

L’articolo 39 del decreto legge n. 124/2019 (“collegato fiscale” alla legge di bilancio 2020) ha apportato significative modifiche alla disciplina penale, allo scopo di ampliare gli strumenti di repressione dei fenomeni di evasione delle imposte sui redditi e dell’Iva. Si è andato così delineando un sistema al centro del quale l’aggra­vamento del trattamento sanzionatorio si muove su due piani: quello personale, con l’incremento dei limiti di pena e, ancor di più, quello patrimoniale, con la previsione di un ventaglio di misure sempre più ramificato ed incisivo.

In particolare, vengono inasprite le pene nei confronti di chi commette reati tributari, sono ridotte alcune soglie di punibilità delle violazioni fiscali e viene introdotta, a carico di chi è condannato per i delitti più gravi, la confisca “allargata” (o “per sproporzione”), che consente di aggredire denaro, beni o altre utilità di cui non può giustificare la provenienza e di cui, anche per interposta persona fisica o giuridica, risulta essere titolare o avere la disponibilità a qualsiasi titolo, per un valore sproporzionato al proprio reddito. Infine, cambia anche la disciplina della responsabilità amministrativa degli enti, con la previsione di una specifica sanzione amministrativa, fino a 500 quote, quando il reato di dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti è commesso a vantaggio dell’ente.

Per il reato di dichiarazione fraudolenta mediante fatture e altri documenti falsi, viene previsto l’innalzamento delle attuali pene ad un minimo di 4 ed un massimo di 8 anni se l’imposta evasa supera 100.000 euro, mentre vengono mantenute quelle attuali [da un minimo di 1,5 a un massimo di 6 anni] se l’imposta evasa è inferiore a tale soglia. La stessa rimodulazione delle pene, a seconda che ci si trovi sopra o sotto la soglia di 100.000 euro, viene chiaramente prevista per il complementare reato di emissione nell’interesse di terzi di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti [art. 8 del DLgs. 74/2000].

Post correlati