LEGGE DI BILANCIO 2021: LE PERDITE 2020 POSSONO ESSERE RINVIATE AL 2025. ATTENZIONE ALLE IMPLICAZIONI DEL CODICE DELLA CRISI D’IMPRESA E DELL’INSOLVENZA

Le Legge di Bilancio 2021 [legge 178/2020] ha posticipato gli obblighi di copertura delle perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020 al quinto anno successivo, ossia alla data dell’assemblea che approva il bilancio dell’esercizio 2025.

La nuova norma ha individuato chiaramente:

  • il periodo di riferimento delle perdite;
  • il termine entro il quale le stesse devono essere coperte.

In particolare, in relazione alle perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020, la norma ha previsto che:

  1. qualora le perdite registrate siano superiori ad un terzo del capitale sociale, gli amministratori devono convocare senza indugio l’assemblea alla quale presentare una relazione sulla situazione patrimoniale della società, ma hanno la facoltà di rinviare la decisione di ridurre le perdite al di sotto del terzo del capitale sociale entro il quinto esercizio successivo a quello nel corso del quale si sono verificate, ossia entro il 31 dicembre 2025. In mancanza di copertura delle perdite, l’assemblea convocata per l’approvazione di tale bilancio, dovrà ridurre il capitale in proporzione alle perdite medesime;
  2. nel caso in cui le perdite risultino superiori ad un terzo del capitale sociale riducendolo al di sotto del minimo legale, gli amministratori devono convocare senza indugio l’assemblea che potrà, anche in questo caso, deliberare di rinviare alla chiusura del quinto esercizio successivo la decisione di riduzione del capitale e suo contemporaneo aumento ad una cifra almeno pari al minimo legale, ovvero la trasformazione o la messa in liquidazione della società. Fino alla data dell’assemblea che approva il bilancio 2025 non opera la causa di scioglimento della società per riduzione o perdita del capitale sociale.

Gli amministratori sono quindi posti al riparo da responsabilità per la gestione non meramente conservativa del patrimonio sociale. È comunque fatto salvo l’obbligo di informare l’assemblea al fine di provocarne la relativa delibera per la copertura delle perdite o di suo differimento. Permane anche l’obbligo di convocare l’assemblea qualora l’erosione del capitale sociale si verifichi a causa di perdite relative ad esercizi successivi al 2020.

GLI OBBLIGHI DEGLI AMMINISTRATORI

Inoltre sono stati previsti specifici obblighi informativi. Gli amministratori hanno infatti l’obbligo di indicare in nota integrativa le perdite emerse nell’esercizio in corso alla data del 31 dicembre 2020 e rinviate per effetto della sopra citata norma, specificando, tramite appositi prospetti, la loro origine e le movimentazioni eventualmente intervenute nel loro ammontare.

Tuttavia, tali disposizioni non esonerano gli amministratori di una società al rispetto del novellato art. 2086 c.c. che ha imposto agli amministratori di istituire all’interno delle proprie aziende degli adeguati assetti organizzativi, amministrativi, contabili funzionali alla rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale. Pertanto, qualora una società versasse in una situazione di squilibrio economico-finanziario gli organi gestori sono comunque tenuti ad attivare i più opportuni e adeguati provvedimenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

 

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