LA RICERCA DELLA SEMPLICITA’

La semplicità come valore aziendale per perseguire il “miglioramento continuo”

Come affrontare la complessità

La complessità sta inesorabilmente aumentando in tutti i sistemi organizzativi, economici e sociali. Sempre più spesso però si va incontro a situazioni che definiamo complesse quando in realtà si tratta solo di incapacità di cogliere l’essenza delle cose. Se ci focalizziamo sull’ambito aziendale è facile capire la complessità di tale sistema derivante dalla numerosità, dalla disomogeneità e variabilità degli elementi da governare e delle informazioni da gestire. Alla complessità però non si deve rispondere con altrettanta complessità.

Spesso le migliori soluzioni a problemi complessi sono quasi sempre quelli semplici. Un buon manager seleziona le informazioni e i dati significativi ed arriva ad una decisione sulla base di pochi numeri significativi ed affidabili. La migliore soluzione a problemi complessi si basa su una forte attenzione alla radice del problema per ridurre la complessità e arrivare a situazioni semplici.

Due metodologie a confronto

La semplicità non deve però essere fraintesa in quanto l’obiettivo dell’imprenditore non deve essere quello di arrivare a soluzioni uguali a quelle dei concorrenti, non deve seguire un percorso stabilito secondo metodi conosciuti e già individuati da questi ultimi. Il manager avendo un’idea dell’obiettivo da raggiungere attraverso un percorso di trasformazione, di aggiustamenti e di ritocchi, deve arrivare a soluzioni  innovative in grado di soddisfare le esigenze della propria clientela.

Per spiegare un processo di creazione di un prodotto/processo innovativo possiamo mettere a confronto due metodi opposti: quello dello studio di ingegneria e quello dell’imprenditore appassionato di bricolage. Il primo, studia una situazione analizzando i dati e concependo un piano per superare gli ostacoli ed arrivare al risultato finale, il secondo cerca di usare tutto quello che trova attorno a sé, sperimentando ed utilizzando il vecchio per produrre il nuovo. Il risultato finale è che gli ingegneri, dal momento che tutti gli ingeneri seguono il medesimo percorso, nella maggior parte dei casi arrivano alla medesima soluzione, l’imprenditore, amante del fai da te, arriva ad un risultato spesso non prevedibile e nuovo.

Il caso del gruppo industriale Bresciano

Un gruppo industriale bresciano che fa capo al Sig. Giovanni Mogni  attivo nella produzione e commercializzazione di prodotti tricologici grazie a un percorso innovativo è arrivato, senza l’ausilio di costi ingegneristici, a realizzare stabilimenti che sono all’avanguardia sul mercato mondiale con dei valori di produzione per addetto che sono eccellenti.

Il gruppo ha raggiunto un livello elevato di innovazione tecnologica, stravolgendo per certi versi, i concetti di produzione e di layout già presenti nel settore di riferimento. Ciò è avvenuto, non grazie all’utilizzo di ingegneri e tecnici con una formazione scientifica, ma grazie all’approccio dell’imprenditore che, con una tecnica appassionata basata su esperimenti e sull’esperienza, ha consentito di migliorare la produzione.  Quest’ultimo ha utilizzato un approccio “a tentativi”, ossia ha sperimentato nuove soluzioni, verificando i risultati e migliorando i materiali e via via ha perfezionato il processo ed il prodotto.

Conclusioni

La semplicità quindi, non deve essere confusa con il semplicismo in quanto deriva da un percorso di riflessione, osservazione, intuizione e ascolto che richiede un grande impegno.

Tale percorso porta ad una gestione oculata finalizzata all’eliminazione del superfluo ossia delle funzioni inutili che contribuiscono ad aumentare la complessità. La semplicità può essere ricercata alla stregua dell’efficacia e dell’efficienza. Tra i valori di una cultura di successo possiamo sicuramente citare la semplicità inteso come ricerca dell’essenziale, del necessario e come eliminazione di inutili forme di complessità nei processi, nelle procedure e nei prodotti.

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