FASE 2: L’APPROCCIO DELLA LIQUIDITA’ DIVENTA CENTRALE

L’emergenza sanitaria Coronavirus si sta trasformando sempre di più in un’emergenza economia e finanziaria per le imprese. I rischi più immediati sono gli effetti sull’indebitamento di breve termine, dovuto principalmente al calo del fatturato.

Tuttavia, il problema maggiore di questa situazione si riscontrerà nel prosieguo quando rischieranno di scoppiare situazioni di “mancanza di foglio” da presentare in banca, per effetto dei blocchi di produzione e delle vendite, pur in presenza di linee di credito che, almeno fino a settembre, non verranno tagliate per effetto del decreto “Cura Italia”.

In questo quadro “complesso” assisteremo da un lato alla perdita di liquidità operativa dovuta alla riduzione del fatturato e dall’altro alla riduzione degli incassi dovuta al fatto che i clienti si trovano nella condizione di trattenere la liquidità nelle loro casse a causa della difficoltà di realizzare piani di cash flow affidabili.

Previsioni di liquidità

Sarà quindi necessario attuare con la massima tempestività un’attività di previsione di liquidità alla luce delle considerazioni sopra fatte. Tale liquidità potrà essere “generata”, sia mediante il ricorso a nuova finanza che il sistema finanziario oggi, attraverso gli opportuni e migliorabili interventi normativi, è in grado di erogare, sia attraverso una riduzione dei costi fissi mediante l’utilizzo di specifici approcci di “cost analisys”.

Deve essere posta l’attenzione sul fatto che la dilazione delle scadenze finanziarie, l’eventuale nuovo indebitamento “necessario” e il rinvio dei pagamenti ai fornitori, peseranno tutti insieme alla fine del periodo di sospensione.

È quindi di fondamentale importanza che ogni azienda valuti concretamente le scadenze e i fabbisogni, costituendo un buffer di liquidità fino ad almeno dicembre 2021.

Optimal solution: analisi di scenario multivariate e EBITDA prospettico

La soluzione ottima dunque, essendo ogni azienda colpita diversamente, e tenendo in considerazione l’elevato grado di incertezza relativa a tempi e modi per la ripartenza economica e dei fatturati, è la pianificazione finanziaria secondo logiche di scenario.
Queste si devono basare su analisi multivariate, prendendo in considerazione le principali variabili che impattano la cassa (fatturato, costi variabili, tempi di pagamento e di incasso) e la loro rigidità.

Inoltre, sarebbe opportuno che i risultati sopra teorizzati siano accompagnati da una serie di simulazioni di stress test per definire i momenti di liquidity crash, quando questi occorreranno e in che misura.

Ulteriori strumenti che devono accompagnare l’analisi sono gli indici relativi a flussi finanziari reali: un EBITDA prospettico permette di ottenere un Debt Service Coverage Ratio (DSCR) preciso. Il DSCR permette infatti di valutare, nel periodo di tempo futuro preso in considerazione, la capacità dell’azienda di far fronte al debito con la liquidità generata nel periodo stesso.

Tutto ciò dimostra quanto una sensitivity analysis della pianificazione finanziaria, con diversi gradi di “stress”, sia centrale nell’attuale situazione per entrare nella Fase 2.

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