RIVALUTAZIONE BENI D’IMPRESA: UN’IMPORTANTE OPPORTUNITÀ DI RAFFORZAMENTO PATRIMONIALE E DI RISPARMIO FISCALE

La Legge 13 ottobre 2020, n. 126 di conversione del Decreto Legge 14 agosto 2020, n. 126 (“Decreto Agosto”) ha introdotto all’articolo 110 un’importante possibilità (e non obbligo) per le imprese di rivalutare i propri beni con conseguente miglioramento della solidità patrimoniale, attraverso l’iscrizione di un’apposita riserva di patrimonio netto, ed ottenimento di significativi vantaggi fiscali, grazie alla deducibilità dei maggiori ammortamenti.

In particolare per le imprese individuali, le società di persone, le società di capitali, le società cooperative e comunque tutti i soggetti di cui all’ art. 73, primo comma, lettere a) e b) del Tuir è stata disposta una doppia possibilità di rivalutazione:

  • civilistica a costo zero con rilevanza esclusivamente civilistica e contabile;
  • civilistica e fiscale, pagando un’imposta sostitutiva pari al 3% sull’importo rivalutato, acquisendo in tale modo anche il riconoscimento fiscale dei maggiori valori.
BENI RIVALUTABILI – EFFETUAZIONE DELL’OPERAZIONE

Quali sono i beni che possono essere rivalutati?

La norma specifica che possono essere rivalutabili i beni d’impresa, sia materiali che immateriali, anche completamente ammortizzati (esclusi gli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa) e le partecipazioni di controllo e collegamento. Per poter essere rivalutati tali beni devono necessariamente risultare dal bilancio d’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

Inoltre, è possibile procedere a rivalutare anche i singoli beni in quanto la rivalutazione non deve riguardare necessariamente tutti i beni appartenenti alla stessa categoria omogenea, ma può essere effettuata distintamente per ciascuno di essi.

Compreso che tipologia di beni possono essere rivalutabili, ci si chiede quando tale rivalutazione deve essere operata. Sul punto la norma chiarisce che la rivalutazione deve essere eseguita nel primo bilancio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019, quindi nel 2020 e per le imprese che hanno l’esercizio non coincidente con l’anno solare nel bilancio relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

LIMITE ALLA RIVALUTAZIONE

Il limite massimo della rivalutazione è fissato nei “valori effettivamente attribuibili ai beni con riferimento alla loro capacità produttiva, all’effettiva possibilità economica di utilizzazione nell’impresa, nonché ai valori correnti e alle quotazioni rilevate in mercati regolamentati italiani o esteri” (art. 11 Legge 342/2000). Pertanto ai fini dell’individuazione del valore costituente il limite massimo alla rivalutazione, si può utilizzare sia il valore d’uso che il criterio del valore di mercato

La norma non prevede l’obbligo di redazione di una perizia di un esperto per la determinazione dell’effettivo valore di mercato del bene oggetto di rivalutazione, ma è tuttavia consigliabile affinché gli amministratori non incorrano in responsabilità sociale.

RICONOSCIMENTO FISCALE DELLA RIVALUTAZIONE

Per il riconoscimento ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP del maggior valore attribuito ai beni e alle partecipazioni già dall’esercizio successivo a quello nel quale la rivalutazione è stata eseguita, ossia dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2021, è necessario procedere al versamento di un’imposta sostitutiva nella misura del 3% da applicarsi sul saldo netto di rivalutazione. Da quell’esercizio i maggiori valori rileveranno anche ai fini della deducibilità degli ammortamenti, ottenendo un beneficio fiscale per l’impresa.

L’imposta sostitutiva deve essere versata in un massimo di tre rate di pari importo, con scadenza entro il termine per il saldo delle imposte sui redditi relative al periodo d’imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita (la prima) ed entro il termine rispettivamente previsto per il saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi (le altre due).

MODALITÀ OPERATIVE E VANTAGGIO FISCALE

Nel caso dei beni ammortizzabili materiali ed immateriali, la società può eseguire la rivalutazione adottando tre distinte modalità:

  • rivalutazione del costo storico (valore lordo) e del relativo fondo ammortamento;
  • rivalutazione del solo costo storico (valore lordo);
  • riduzione del fondo ammortamento.

In ogni caso l’applicazione di ognuno di questi metodi porta all’iscrizione in bilancio dello stesso valore netto contabile che va poi ripartito lungo la vita utile dell’immobilizzazione che invece assumerà una durata diversa in funzione del metodo scelto.

Gli importanti vantaggi fiscali derivanti dall’operazione assumeranno valori differenti in base alla modalità di rivalutazione concretamente applicata. È fondamentale quindi effettuare delle simulazioni prospettiche al fine di identificare il metodo più vantaggioso per l’impresa.

Coloro che fossero interessati ad approfondire la tematica sono pregati di contattare lo Studio per una valutazione di fattibilità e di convenienza economica.

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