COME ORIENTARSI TRA LE NUOVE MISURE A SOSTEGNO DELLA LIQUIDITA’

Per sostenere la liquidità delle imprese danneggiate dall’emergenza epidemiologica da COVID-19, lo Stato ha attivato tre canali, mediante il rilascio di garanzie pubbliche i tre canali sono in parte complementari e in parte sovrapponibili.

Vediamo nel dettaglio:

  1. Fondo centrale di Garanzia (piccole imprese)

Il primo canale è quello del Fondo centrale di garanzia, riservato alle partite IVA individuali e alle PMI [max 249 dipendenti e fatturato fino a 50 milioni di euro o attivo fino a 43 milioni di euro], con la temporanea estensione alle imprese fino a 499 dipendenti.

Finanziamenti fino ad un massimo 25.000 euro con garanzia statale del 100% a rilascio automatico. Restituzione in 6 anni, preammortamento di 2 anni e tasso di interesse massimo di legge [circa 1,2 per cento], il Fondo centrale di garanzia ha già reso disponibile il modulo da utilizzare per la presentazione della richiesta e le banche hanno potuto cominciare a caricare le richieste di garanzia a partire dal 16 aprile.

Il modulo è disponibile scrivendo una mail a: segreteria@studiolumini.it. 

Resta ovviamente ferma la possibilità di chiedere garanzie al 90% per finanziamenti alle PMI di importo superiore, nonché all’80% nel caso di finanziamenti nell’ambito di operazioni che prevedano anche la rinegoziazione di finanziamenti già in essere.

NB: L’ammontare massimo di finanziamenti che può essere garantito dal Fondo per singola impresa è, fino al prossimo 31 dicembre 2020, di 5 milioni di euro.

  1. Cassa depositi e prestiti [CDP]

Il secondo canale, espressamente complementare al primo, è quello di Cassa depositi e prestiti, riservato alle medie e grandi imprese che non possono accedere al Fondo centrale di garanzia per le PMI.

Le “misure COVID-19” relativamente a questo canale sono recate dall’art. 57 del DL 18/2020, con rinvio ad apposito decreto attuativo MEF di concerto con il MISE per la fissazione di criteri, modalità e condizioni per la concessione della garanzia.

Come spiega la Relazione illustrativa all’art. 57 del DL 18/2020, in questo ambito, l’intervento dello Stato consiste in una controgaranzia dell’80% a favore di Cassa depositi e prestiti sui finanziamenti che essa garantisce a sua volta nella misura dell’80%, determinando quindi una suddivisione del rischio sul finanziamento finale pari al 20% per la banca che lo eroga, il 16% per Cassa depositi e prestiti che garantisce e il 64% per il Fondo del MEF che contro-garantisce.

  1. SACE Spa

Il terzo canale è quello di SACE spa, destinato sia alle grandi e medie imprese, sia alle partite IVA individuali e alle PMI, anche se la possibilità di accesso per queste ultime è subordinata al fatto che abbiano pienamente utilizzato la loro capacità di accesso al Fondo centrale di garanzia per le PMI.

Le “misure COVID-19” relativamente a questo canale sono recate dall’art. 1 del DL 23/2020 e i profili operativi contenenti il processo di richiesta della garanzia sono stati compendiati in un apposito disciplinare che SACE spa ha inviato alle banche.

La garanzia che SACE concede decresce dal 90% al 70% all’aumentare delle dimensioni della grande impresa.

Dei tre canali, l’unico per cui viene prevista la gratuità delle garanzie in questa fase emergenziale, è quello del Fondo centrale per le PMI, mentre per SACE spa viene prevista una onerosità espressamente “calmierata” dall’art. 1 del DL 23/2018.

In sede di richiesta dei finanziamenti, i beneficiari si interfacciano con le banche e sono queste ultime ad attivare le richieste di garanzia all’uno o all’altro canale o, in alcuni casi, a più d’uno parallelamente.

L’insieme dei canali offre numerose opportunità, soprattutto alla grande impresa sopra i 50 milioni di euro di fatturato e alle partite IVA individuali e alle microimprese “a caccia” di micro-prestiti fino a 25.000 euro. Più complessa, invece, risulta la posizione delle piccole e medie imprese, che devono necessariamente passare prima per il Fondo centrale di garanzia delle PMI, con il rischio che però la sua operatività sia fortemente assorbita da una eventuale “pioggia” di richieste da parte dei piccoli, per le quali il Fondo ha deliberato, in ragione della loro rischiosità, una leva finanziaria di appena 1 a 3.

Lo studio rimane a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti.

Distinti saluti.

Studio Lumini & Associati

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